Glossario · Conti e mercati
GAAP e non-GAAP
I GAAP sono i principi contabili obbligatori negli Stati Uniti; i numeri non-GAAP sono quelli che l'azienda ricalcola da sé escludendo voci che considera non ricorrenti.
- In inglese
- GAAP and non-GAAP
- Si dice anche
- utili rettificati, adjusted earnings, utile adjusted
Significato di «gaap e non-gaap»
GAAP è la sigla di «Generally Accepted Accounting Principles», i principi contabili generalmente accettati: l'insieme di regole standard a cui ogni società quotata negli Stati Uniti deve attenersi nel redigere i propri bilanci. «Non-GAAP» indica invece una cifra calcolata al di fuori di quelle regole: l'azienda parte dal dato GAAP e ne toglie alcune voci, per arrivare a un numero diverso.
Cosa vuol dire «gaap e non-gaap» in una notizia
Nelle notizie sui risultati trimestrali capita spesso di leggere due utili diversi per la stessa azienda nello stesso periodo: uno GAAP e uno non-GAAP, quasi sempre più alto del primo. Il secondo è quello che compare nei titoli dei comunicati stampa, perché è l'azienda stessa a deciderne il calcolo e a preferire mostrarlo.
Come funziona, spiegato semplice
I GAAP sono uno standard uniforme: tutte le società quotate negli Stati Uniti devono seguirli, il che li rende comparabili fra un'azienda e l'altra e nel tempo per la stessa azienda. Sono anche gli unici numeri sottoposti a revisione contabile in senso pieno.
Il non-GAAP nasce da una scelta dell'azienda: si parte dal risultato GAAP e si escludono voci che l'azienda giudica non rappresentative della sua attività ordinaria, come compensi in azioni, costi di ristrutturazione o svalutazioni una tantum. Non esiste una regola unica su cosa togliere: ogni azienda decide da sé, e può cambiare criterio da un trimestre all'altro.
Proprio perché è l'azienda a scegliere cosa escludere, il numero non-GAAP tende quasi sempre a essere più favorevole del GAAP: è, in un certo senso, il modo in cui l'azienda preferisce raccontare i propri risultati. Questo non lo rende falso, ma lo rende un numero costruito con criteri propri, non standard.
Come si usa
Compare nei comunicati sui risultati trimestrali quasi sempre in coppia con il dato GAAP, spesso accanto a espressioni come «utile rettificato» o «adjusted», ed è quasi sempre il numero che l'azienda mette in evidenza nel titolo del comunicato.
L'errore più comune su «gaap e non-gaap»
Confrontare il numero non-GAAP di un'azienda con il numero GAAP di un'altra, come se fossero misurati allo stesso modo: non lo sono, perché il non-GAAP segue criteri decisi da ciascuna azienda e non uno standard condiviso. Il confronto ha senso solo fra dati omogenei — GAAP con GAAP, oppure non-GAAP con non-GAAP della stessa azienda nel tempo, tenendo conto che anche i criteri di esclusione possono cambiare.
Domande frequenti su «gaap e non-gaap»
- Che cosa significa GAAP e non-GAAP?
- GAAP indica i principi contabili obbligatori per le società quotate negli Stati Uniti; non-GAAP indica un numero che l'azienda ricalcola da sé, escludendo voci che considera non ricorrenti, e che di regola risulta più favorevole del dato GAAP.
- Perché le aziende preferiscono mostrare il numero non-GAAP?
- Perché lo calcolano loro stesse escludendo le voci che ritengono meno rappresentative, e il risultato tende quasi sempre a essere più alto o più favorevole del dato GAAP.
- Ha senso confrontare il non-GAAP di un'azienda con il GAAP di un'altra?
- No: sono numeri calcolati con criteri diversi, uno standard e uno deciso dall'azienda stessa, e metterli a confronto porta a conclusioni fuorvianti.