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La Notizia Giusta

Glossario · Semiconduttori

Wafer

Il disco sottile di silicio su cui si stampano i circuiti integrati: da un solo wafer si ricavano centinaia o migliaia di chip.

In inglese
wafer
Si dice anche
disco di silicio, fetta di silicio

Significato di «wafer»

La parola inglese «wafer» significa letteralmente cialda, ostia: un oggetto piatto, sottile e rotondo. Nell'industria dei semiconduttori indica il disco di materiale semiconduttore, quasi sempre silicio purissimo, che è il punto di partenza fisico di ogni chip: prima ancora di essere un componente elettronico, un chip è una piccola porzione ritagliata da questo disco.

Cosa vuol dire «wafer» in una notizia

Nelle notizie sull'industria dei chip, «wafer» compare come unità con cui si misura la produzione e la capacità di un impianto: si parla di quanti wafer un sito riesce a lavorare in un mese, non di quanti chip, perché il numero di chip dipende da quanto sono grandi i singoli circuiti disegnati su ciascun disco.

Come funziona, spiegato semplice

Un wafer nasce da un lingotto cilindrico di silicio, cresciuto in laboratorio fino a una purezza altissima e poi tagliato in fette sottili, lucidate fino a diventare perfettamente piane. Su questa superficie si ripetono, con processi fotografici e chimici molto precisi, decine o centinaia di copie identiche dello stesso circuito. Alla fine il disco viene tagliato e ogni copia diventa un chip separato.

I diametri standard usati oggi sono tre: 150, 200 e 300 millimetri, che corrispondono rispettivamente a sei, otto e dodici pollici. Più grande è il disco, più circuiti si riescono a stampare in un solo ciclo di lavorazione, e quindi più basso è il costo di ciascun chip prodotto — a fronte però di impianti più costosi e complessi da gestire.

Per questo motivo la capacità di un impianto o la scala di un'azienda vengono spesso descritte in numero di wafer lavorati, non in numero di chip: è una misura più stabile, perché non cambia a seconda di cosa viene stampato sopra.

Come si usa

Ricorre nelle notizie sugli investimenti in nuovi impianti, sulla capacità produttiva e sui rapporti fra clienti e fornitori di chip, spesso accanto a espressioni come «wafer al mese» o al diametro in millimetri o in pollici.

L'errore più comune su «wafer»

Attenzione

Si tende a confondere il wafer con il chip finito: il wafer non è un componente elettronico pronto all'uso, è il supporto grezzo da cui se ne ricavano molti. Dire che un impianto produce «tot wafer» non dice quanti chip ne usciranno, perché dipende dalle dimensioni del circuito stampato.

Domande frequenti su «wafer»

Che cosa significa wafer?
È il disco sottile di materiale semiconduttore, quasi sempre silicio, su cui vengono stampati i circuiti integrati. Da un solo wafer si ricavano molti chip separati, tagliandolo alla fine della lavorazione.
Che diametro ha un wafer?
I diametri standard sono 150, 200 e 300 millimetri, cioè sei, otto e dodici pollici. I dischi più grandi permettono di ricavare più chip da un solo ciclo di lavorazione.
Quanti chip si ricavano da un wafer?
Dipende dalle dimensioni del circuito stampato: un chip piccolo ne dà molte copie per wafer, uno grande e complesso molte meno. Per questo la produzione si misura in wafer lavorati, non in chip.
Perché nelle notizie si parla di wafer al mese?
Perché è il modo più stabile di misurare la capacità di un impianto: il numero di dischi che può lavorare in un mese non cambia a seconda di quale circuito viene stampato sopra.

Dove compare «wafer» nelle nostre notizie