Tira un’aria di regime
Leggere queste tre notizie tutte insieme di seguito, tutte d’un fiato, mette una certa inquietudine.
Approvato il Decreto Romani;
l’Ordine dei giornalisti del Lazio si riserva di adottare provvedimenti sul servizio del Tg1 sul caso Mills;
il Cda Rai sospende i talk show politici fino alle elezioni regionali.
E’ inevitabile infatti credere che siano slegate l’una dall’altra e chiedersi che cosa stia accadendo a questo Paese, anche se è più che evidente.
Il Decreto Romani, il testo con cui si recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nella sua versione edulcorata, estromettendo cioè blog, giornali online e motori di ricerca dalle normative che vorrebbero video online equiparati alle tv tradizionali. Purtroppo però il decreto non chiarisce quale sarà la posizione dei provider, di coloro che come YouTube o Facebook concedono a terzi uno spazio per pubblicare contenuti multimediali.
E’ impossibile non sospettare che si voglia creare un impedimento ponendo dei limiti all’uso di tutti quegli strumenti divenuti indispensabili per l’informazione indipendente. Anche i blog più attivi e influenti, almeno in Italia, sono tutti di giornalisti di professione e riconducibili quindi al mondo dell’informazione ufficiale.
I social media, invece, hanno registrato una crescita esponenziale avvenuta nell’arco di pochi anni proprio perchè hanno riportato i cittadini nel bene o nel male al centro della notizia, non a caso sono divenuti fonte primaria di informazione proprio per i canali tradizionali; alla BBC non lo voglio nemmeno un giornalista che non ha un account su Facebook.
Bloccare una piattaforma di condivisione significa, allora, impedirci di distinguere la differenza tra un assoluzione e una prescrizione, oppure, scegliere tra i vari candidati alle elezioni, conoscerne i programmi o le eventuali condanne e collusioni.
Ammetto di non guardare molta Tv, ma nei pochi telegiornali che mi è capitato di vedere in questi giorni non si è fatta alcuna menzione della madornale violazione commessa dal Tg1. Insomma, la metà degli italiani che non si connettono ad Internet non saprà mai di aver appreso una menzogna sul caso Mills, ammesso che abbiano fatto in tempo a seguito qualche programma di approfondimento per capire chi è costui. E adesso si provvederà ad oscurare le menti dell’altro 50%.
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