Salvare un servizio di pubblica informazione
Spiegano così, da Radio Radicale, l’iniziativa di avviare una raccolta di firme per scongiurare il mancato rinnovo della convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico per la trasmissione delle sedute del Parlamento. “Non si tratta di salvare una radio di partito, ma un servizio di pubblica utilità in una situazione in cui nessun altro svolge lo stesso servizio alle stesse condizioni”, come ampiamente dimostrato nel loro dossier sulle attività svolte per lo Stato.
L’idea di mandare in onda in versione integrale le sedute parlamentari – già nel 1976 – senza compiere scelte o tagli politicamente strategici, ha rappresentato una grande innovazione nel panorama dell’informazione italiana di settore.
E sempre in tema di innovazione, Radio Radicale, presente in Rete fin dal 1998, oggi è anche un sito in grado di mettere al servizio degli utenti un totale di 283mila registrazioni, di cui alcune risalenti alle sedute della Camera di fine anni ‘70; un archivio unico nel suo genere, di valenza storica, totalmente in formato multimediale e rintracciabile online.
Persino il ministro Brunetta ha dichiarato di apprezzare Radio Radicale “Perché da oltre trent’anni mette in pratica il motto einaudiano del “conoscere per deliberare”.
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