Rischio chiusura per le sedi Rai nel Mediterraneo

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Non si è ancora chiusa la campagna per il pagamento del canone che da Viale Mazzini arriva l’annuncio per la possibile chiusura di e degli uffici di corrispondenza a Nairobi, Il Cairo, Beirut, Nuova Delhi e Buenos Aires. I tagli sarebbero necessari affinchè il bilancio dell’azienda torni in pari entro il 2012.

Come si precisa su Articolo21, stando a fonti della direzione generale, le cinque sedi peserebbero sul budget per circa un milione di euro; un costo che non corrisponderebbe alla loro produttività.

Molto meno, hanno ricordato alcuni esponenti delle opposizioni e del sindacato, del milione e mezzo che l’azienda avrebbe pagato per garantirsi la partecipazione di due quasi star internazionali a Ballando con le stelle.

Di seguito l’appello rivolto al Cda Rai da , Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Premio Ilaria Alpi, LiberaInformazione, Redattore Sociale.

Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla puo’ sostituire la capacita’ di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della RAI ma del nostro sistema democratico. Per questo hanno bisogno di essere potenziati e sostenuti da nuovi spazi nei palinsesti quotidiani capaci di portare in primo piano la vita delle persone e dei popoli. Con questo stesso spirito chiediamo il rilancio di RAI Med che deve diventare il nostro principale strumento d’incontro, conoscenza e dialogo con i popoli, le culture e le religioni che con noi si specchiano nel Mediterraneo.

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