Molto presto i post di questo blog, ri-nato come una finestra sul mondo delle tecnologie applicate all’informazione, troveranno nuovo spazio sulle pagine di Politicablog.info
Il primo dovere è quello di ringraziare pubblicamente Roberto Zarriello, un collega, autore e animatore di questo blog che ha rappresentato e rappresenta lo strumento per parlare di un mestiere, il nostro, in costante e profonda evoluzione.
E proprio per questa evoluzione rapida e per le resistenze al cambiamento che incontra, dentro e fuori la professione; per i ritardi culturali e strutturali della società e della politica italiana che le vicende di giornalismo, web e politica si intrecciano sempre più.
La decisione di trasportare un blog d’autore con una sua storia specifica dentro un altro blog potrebbe sembrare azzardato. Troppo distante dagli argomenti cui ci siamo sempre dedicati: dall’esplosione dei blog come vere e proprio fonti di notizie alternative ai canali ufficiali, al citizen journalism, ai social network – altro fenomeno esplosivo e imperante anche sui media mainstream – fino alla crisi dei giornali che certamente porterà ad ulteriori trasformazioni nei modi e nei tempi di fare informazione; si veda la grande speranza con cui gli editori guardano all’iPad di Apple e al mercato delle applicazioni per i devices digitali.
La nostra osservazione di questo mondo in continuo divenire è sempre stata fatta con un occhio di riguardo verso la culla dell’innovazione giornalistica: gli Stati Uniti, prima vittima della mattanza che il Web ha fatto tra i quotidiani cartacei, senza per questo ritenere di doverne limitare l’uso.
Certo i dibattiti sui temi delicati, quali il copyright o i contenuti a pagamento, sono ancora in corso ma il libero accesso all’informazione, alla cultura, alla comunicazione attraverso Internet, è ormai un diritto incontrovertibile. Lo stesso Obama ha fatto della cittadinanza partecipativa, del social networking, la sua bandiera, in campagna elettorale prima e alla Casa Bianca poi.
Ed è proprio toccando queste tematiche che su PenneDigitali ci siamo accorti dell’immane differenza tra noi e loro. In Italia non è possibile parlare di giornalismo, Web e comunicazione, prescindendo dall’uso deviante che la politica vuole fare – e spesso riesce a fare – di questi strumenti.
Ci si scontra, in primo luogo, con i giornalisti stessi, almeno con coloro che si ostinano a voler mettere una bella linea distintiva tra il giornalismo online e quello tradizionale (da bollino blu, per intenderci), magari riducendo Internet a luogo di amenità, con qualche servizio al Tg sul video più stupido e cliccato del momento. Ma soprattutto – basta guardare i post degli ultimi mesi alla voce Giornalismo/Leggi - la battaglia si è fatta ancora più dura nel dover difendere principi sanciti dalla Costituzione stessa – Articolo 21, libertà di espressione, diritto ad essere informati – dalle scelte legislative dei Governi di turno.
Sono queste le constatazioni che ci hanno spinto alla scelta di integrare PenneDigitali in PoliticaBlog.info.
Penne Digitali entrerà in Politicablog.info con un processo di fusione che ci permetterà, ne siamo convinti, di svolgere ancora meglio il nostro ruolo di osservatori del mondo dell’informazione in un paese dove impera il conflitto di interesse; per ricollegare fatti e azioni che solo apparentemente sembrano scollegati l’uno dall’altro, senza per questo perdere la nostra predilezione verso le realtà innovative e indipendenti.
Condividi:
Popularity: 1% [?]