Non è tutto Mobile quello che luccica

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Apprendo dal blog di Stefano Testi che l’accesso alla versione mobile del Corriere della Sera costa, ai clienti della Tre, 9 centesimi per ogni pagina visitata. “Cosa che ovviamente non accade accedendo alla versione mobile di Corriere da una connessione di altro operatore mobile o da WiFi”, spiega Testi.

E’ vero che gli editori stanno puntando sul Mobile per riequilibrare la condizione del “tutto gratuito” sul Web, ma ci si interroga sul successo del metodo: “veramente pensiamo il “per-page billing” sia sostenibile? Veramente pensiamo che le notizie possano essere pagate “tanto al chilo“, come se fossero patate o cipolle?”

Il vero interrogativo dovrebbe essere su cosa si vende ai lettori, piuttosto che su come venderlo. Solo qualche giorno fa Steve Outing scriveva: non si pagherà per leggere le news attraverso i dispositivi mobili, più di quanto non si sia fatto fin ora attraverso il pc.

“Non vorrei pagare il contenuto” sostiene “ma per un’applicazione che mi fornisca una buona personalizzazione”. Outing si riferisce a servizi come che permettono agli utenti di organizzare la propria “prima pagina” selezionando tra centiaia di fonti differenti, forniscono meccanismi di voto ed e-mail alert.

E’ vero quindi che il mobile sta riscuotendo un certo successo, ma si riuscirà a guadagnarne se non si offre ai proprio clienti un servizio utile, interattivo e soprattutto veloce?

Si legga l’esempio della BNO News, agenzia stampa messa su tramite Twitter che è riuscita a battere sul tempo big del calibro di Reuters e Cnn, per notizie di rilievo internazionale. La loro applicazione per iPhone è stata scaricata da migliaia di utenti e ogni mese quelle migliaia di utenti continuano a pagare 99 centesimi per tenersi informati, si, ma in tempo quasi reale.

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