Scatenare la concorrenza tra Microsoft e Google è ovviamente il fine ultimo degli editori. Minacciare di concedere l’esclusiva sulle notizie all’uno piuttosto che all’altro è ormai strategia dichiarata, innanzitutto da Associated Press, seguita a ruota da News Corp.; entrambe leader nella lotta alla distribuzione delle news gratuite in Rete.
E se Microsoft – dopo aver speso milioni di dollari per mettere a punto un motore di ricerca che sia all’altezza della grande G – ha tutto da guadagnare da un eventuale accordo con Mr Murdoch, da Montain View rispondono con l’ennesima scrollata di spalle, relegando le notizie ad una piccola percentuale dell’intero business d’azienda.
Semmai è l’industria delle news che inizia a cedere anche sul fronte della visibilità ostinandosi ad erigere muri di abbonamenti e micro-pagamenti, decisamente poco apprezzati dagli utenti online.
Ma cosa accadrebbe se questi stessi meccanismi si ripetessero uguali anche per l’off-line, se cioè anche la carta stampata iniziasse a fare a meno delle agenzie e dei grandi distributori? L’idea si sta già sperimentando in Ohaio, dove diverse giornali locali si sono riuniti in consorzio per realizzare delle inchieste comuni. Altri esperimenti esperimenti si stanno portando avanti al Chicago Tribune .
In un panorama in cui l’informazione tende sempre più all’hyper-locale e le notizie generaliste diventano una commodity a cui accedere gratutamente, chi non si adegua non ha futuro.
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