Lettori troppo distratti per pagare

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Secondo una ricerca svolta da Outsell su un campione di circa 3mila utenti americani, risulta che ben il 44% di coloro che accedono alle notizie tramite gli aggregatori, come o Yahoo, si limitano soltanto a navigare tra titoli e lead, senza accedere direttamente ai siti dai quali quelle stesse notizie provengono.

Il dato, se da un lato avalla le teorie degli editori che accusano gli aggregatori di speculare sul lavoro dei veri giornalisti, dall’altro dovrebbe dissuderli dal voler limitare ulteriormente l’accesso all’online obbligando i lettori a pagare .

Ormai è risaputo che le modalità di fruizione dell’informazione si sono velocizzate. Attirare davvero l’attenzione di un utente sul web è diventata un’impresa, sia per la quantità di fonti e link che ci giungono in ogni momento, invitandoci a saltare continuamente da una pagina all’altra, sia per il mezzo in se: uno schermo di un computer non è proprio l’interfaccia più invitante per approfondire la lettura.

Allora perchè piazzare un ulteriore ostacolo tra produttori e consumatori, quando – stando ai risultati della ricerca e svariate altre – soltanto un 30% dei lettori rimarrebbe fedele al proprio quotidiano, in caso di “paywall” obbligatorio.

C’è comunque chi non demorde, come il New York Times, e attende il lancio del Tablet Apple come una manna, con la certezza che la casa di Cupertino riesca risollevare le sorti dell’editoria, replicando il successo ottenuto nell’industria musicale.

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