Il prossimo 16 Febbraio al parlamento islandese verrà discussa una proposta di legge che potrebbe trasformare il Paese in una sorta di roccaforte del giornalismo investigativo.
Si tratta dell’Iniziativa islandese per i media moderni, frutto di una collaborazione tra alcuni esponenti politici di diversi schieramenti e Wikileakes, il sito sul quale spesso sono state rese pubbliche informazioni secretate per interesse delle autorità di turno, grandi imprese o banche, proprio come accaduto in Islanda dove ha contribuito con le sue indagini a mettere fine alla crisi finanziaria.
L’idea è proprio quella di garantire la tutela per tutti quei giornalisti che rivelando delle verità a volte scomode sono poi obbligati a renderne conto in tribunale, andando spesso in contro a spese difficili da sostenere; una forma di censura meno esplicita, ma ugualmente efficace.
I fondatori di Wikileaks, malgrado abbiano dovuto sospendere il loro lavoro sul Web proprio per la mancanza di risorse economiche, si sono detti entusiasti dell’iniziativa. L’isola, sostengono, potrebbe diventare un esempio, un punto di riferimento internazionale nella difesa dell’informazione e della libertà di espressione.
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