Iran: rischiano la vita i reporter per i diritti umani

Archiviato in:: Attualità |

Via Amnesty International

Sette membri del Comitato dei reporter dei diritti umani (Chrr) sono detenuti nel carcere di Evin, a Teheran. Si tratta di Saeed Kalanaki, Saeed Jalalifar, Shiva Nazar Ahari, Koohyar Goodarzi, Saeed Haeri, Parisa Kakayi, Mehrdad Rahimi.

Stanno subendo pressioni affinché confessino i presunti legami con un gruppo d’opposizione, reato che potrebbe essere punito anche con la pena di morte. Dei sette, tre sono stati arrestati su un autobus, mentre si recavano al funerale di Montazeri, a dicembre.

Due di loro, Kouhyar Goudarzi e Mehrdad Rahimi, sono stati accusati, ma non incriminati formalmente, di moharebeh (comportamento ostile a Dio), reato per cui sono previste quattro tipi di pena: esecuzione, amputazione incrociata degli arti, crocifissione o esilio.

Il Chrr denuncia le violazioni dei diritti umani commesse in dal 2006. Le autorità hanno accusato il Chrr di avere legami con il gruppo di opposizione Organizzazione dei mujahedin del popolo dell’ (Pmoi).

Il 28 gennaio, Mehrdad Rahimi ha raccontato alla sua famiglia di subire pressione dalle autorità affinché rilasci una confessione in televisione. Amnesty International teme che anche una sola di queste confessioni possa permettere l’incriminazione per moharebeh di tutti i membri del Chrr, che rischierebbero così pene capitali.

Shiva Nazar Ahari ha rilasciato l’intervista che segue (la traduzione è reperibile sul sito amicidelliran.blogspot.com)poco prima del suo secondo arresto, lo scorso 20 dicembre.

“Credo che il nostro campo di lavoro è tale che molte persone, qui, hanno bisogno del nostro aiuto” dice “Per esempio hanno bisogno di noi le famiglie dei prigionieri politici. Molti detenuti ci dicono che noi siamo la loro sola speranza. Naturalmente non ho la forza che i prigionieri pensano che io abbia, ma mi sento come se, lasciando il paese, loro non avrebbero più nemmeno questa piccola speranza. Inoltre, questo è il nostro paese. Chi rimarrà, se partiamo tutti?”

Attualmente Shiva si trova in isolamento, in una cella talmente piccola che non ha neppure lo spazio per distendere le gambe o allargare le braccia.

Nessuno dei sette reporter ha potuto finora incontrare un avvocato e tutti rischiano la tortura e altri maltrattamenti.

Condividi:

Digg
del.icio.us
Facebook
Google
OKnotizie
Technorati
Wikio


Popularity: 1% [?]