In piazza per la libertà della Rete

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Per limitare il potere dell’informazione, della libertà di espressione di cui ormai la è il mezzo più immendiato, si sta diffondendo sempre di più il vizietto della qurela, sostenuto dal varo di leggi ad hoc, che pesano sulla testa non soltanto di giornalisti e direttori di giornali, ma anche su quella dei blogger o semplici internauti.

Con la minaccia di dover pagare multe salatissime, subire sequestri o dover affrontare processi – perchè magari ci si è ritrovati sul proprio sito un commento eccessivo - si mette il bavaglio alla Rete. Episodi del genere accadono sempre più di sovente, a partire da Repubblica fino a Wikimedia, passando per il blog del web reporter Claudio Messora.

Per questo motivo Articolo 21 invita a scendere in piazza il 19 settembre anche per la libertà di espressione in Rete. “La nostra scelta è quella di valorizzare un volontariato dell’informazione digitale che sostenga la cittadinanza attiva e dia voce alla mobilitazione sociale sui territori. Questa informazione dal basso rischia di essere “bastonata” ogni volta che insidia i poteri forti. Fioccano querele e intimidazioni, spesso vissute in solitudine e senza clamore mediatico” dice il direttore di , dalle pagine del sito dell’Associazione per la libera informazione ” la del deve unire e difendere tutti, anche le migliaia di cittadini attivi digitali che ogni giorno si espongono con coraggio per affermare il diritto inalienabile alla libertà di informazione”.

Per concludere vi segnalo una curiosa – tra il tragico e il comico, in verità -iniziativa di Repubblica.it, che invita i lettori a inviare una loro foto con la scritta “Siamo tutti farabutti”. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e palesemente voluto.

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