E’ ancora allarme intercettazioni

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Partita l’inchiesta di Trani sul caso Rai-Agcom, è probabile che il Governo intenda in tutti modi accelerare sul ddl intercettazioni, di cui si è molto discusso nei mesi scorsi per poi cadere in qualche modo nel dimenticatoio.

Ma come non ha mancato di ricordare Guido Scorza, esperto giurista, il ddl è già stato approvato dalla Camera dei Deputati e presto, molto presto – viste le necessita – si tornerà a votarlo in Senato “senza che nessun emendamento della maggioranza venisse presentato per sottrarre la Rete da questo nuovo pericoloso attacco alla libertà di informazione.”

Il disegno di legge in questione, infatti, estende ai siti informatici l’ previsto dall’art. 8 della vecchia legge sulla stampa. I gestori di siti e/o blog che non rettificheranno entro 48 ore da un’eventuale richiesta andranno incontro a pesanti sanzioni pecuniarie, le stesse previste, appunto, per i giornali dalla disciplina vigente.

Ricordiamo, inoltre, che con lo stesso testo si vieta ai giornalisti di rendere note in qualsiasi modo intercettazioni provenienti da indagini ancora in corso, pena anche fino ad un anno di carcere e multe per gli editori che non svolgeranno una adeguata azione di controllo sulle attività dei propri dipendenti.

Insomma, chiusi i talk show scomodi – che dopo la decisione del Tar risultano essere solo quelli non formalmente appartenenti al Premier – adesso si mira dritto al Web e ai giornali, anzi ai giornalisti ancora indipendenti.

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