Il Senatore del Pdl Raffaele Lauro propone un disegno di legge per introdurre, nel nostro ordinamento, il reato di istigazione e apologia dei delitti contro la vita e l’incolumita’ della persona, con l’aggravante per coloro che utilizzano strumenti informatici e telematici, come internet e in social network.
“Chiunque, comunicando con piu’ persone in qualsiasi forma, istiga a commettere uno o piu’ tra i delitti contro la vita e l’incolumita’ della persona, e’ punito, per il solo fatto dell’istigazione, con la reclusione da 3 a 12 anni. La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di uno o piu’ fra i delitti indicati. Se il fatto e’ commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica, la pena e’ aumentata”.
A parte le contraddizioni, di carattere strettamente normativo, ben evidenziate su blog più che autorevoli, come Punto-Informatico e l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, ciò che fa rabbrividire è la dichiarazione del senatore Lauro circa le motivazioni che lo hanno spinto ad avanzare una tale proposta.
Riporta Agi News: “L’aggressione al Presidente Berlusconi ha evidenziato la necessita’ di intervenire sul diffuso fenomeno, caratterizzato da forme di esortazione alla violenza e all’aggressione, mediante discorsi, scritti ed interventi, che, in virtu’ delle moderne tecnologie informatiche, riescono oggi ad acquisire una rilevanza mediatica particolarmente significativa”.
Bisognerebbe ricordare al Senatore che certe campagne di odio sono in atto da molto prima dell’esplosione del fenomeno facebook e attraverso canali più classici: politica e tv. E’ documentabile l’uso che la politica fa di violenza e paura, attraverso i media compiacenti, per raccattare qualche voto.
Un metodo efficace vista l’esistenza di giunte comunali come questa o parlamentari che fanno carriera attraverso proposte a dir poco razziste.
Quelli riportati fin’ora non sono tutti esempi di apologia dei delitti contro la vita e l’incolumita? La violenza che si scatena contro chiunque sia diverso in questo Paese, non è figlia di questi metodi e non era forse meritevole di un’azione antecedente l’aggressione al Premier?
Inoltre, sarebbe bene riflettere sulla detenzione prevista dal ddl Lauro: si cerca di snellire il sistema giuduziario attraverso prescrizioni e processi brevi e chi rischia di finire in carcere, accanto ai rei di clandestinità, sono quelli che hanno osato esercitare il loro diritto di esprimere un’opinione, attraverso un mezzo che ha restituito un ruolo attivo all’opinione pubblica (o magari avvalendosi del telefono).
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