Quando la minaccia di rivelare dettagli scottanti sulla vita dei “dissidenti” politici non funziona più o diventa un gioco troppo grande e pericoloso, ecco spuntare fuori dinuovo l’atavica – sempre affidabile – paura dei terroristi rossi.
Nei giorni scorsi, giunge alla redazione genovese de Il Giornale, una lettera minatoria, con tanto di stella a cinque punte delle Br, indirizzata al capo della sede Massimiliano Lussana e del giornalista collaboratore Francesco Guzzardi. Poi, la Digos scopre che l’autore del volantino è lo stesso Guzzardi.
Il giornalista avrebbe confessato agli agenti di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce gravi da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane.
Io il dubbio che le brigate rosse non esistano più l’ho sempre avuto.
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