American journalism, cenni di ricostruzione

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A pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto sui media The Reconstruction of American Journalism - firmato da Leonard Downie Jr., vice president at large del – in cui si conclude che la sopravvivenza del indipendente potrà essere garantita soltanto da un sistema di governativi e donazioni private, proprio su quella testata appare, in fondo ad un articolo sul nucleare iraniano, un appunto: “Questo servizio è stato realizzato con il sostegno dell’International Reporting project, un programma di che fornisce borse agli inviati all’estero, tutto finanziato da ong indipendenti”.

Lo segnala Federico Ramipini dal blog di Repubblica, spiegando: “Ci sono almeno due ragioni per cui questa formula viene presa sul serio negli Stati Uniti mentre se ne parla poco in Europa.
La prima è legata alla normativa fiscale: l’ampia possibilità per il contribuente di dedurre dal proprio imponibile i contributi alle non-profit. La seconda è l’esistenza di un importante modello di non profit che funziona con notevole efficienza: il sistema universitario.”

Lo stesso Downie nel suo rapporto prende ad esempio l’efficienza della ricerca scientifica svolta nelle Facoltà universitarie grazie ai finanziamenti privati, suggerendo di avviare alla stessa pratica anche i media di informazione; a cominciare dal suo Washington Post, malgrado il coro di critiche che ha attirato su di sé.

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