Aggregatori di contenuti online, corsa al rinnovamento

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aggregatori_notizie C’è un certo fermento nel mondo degli aggregatori di contenuti online, soprattuto da quando i grandi editori sembrano avere messo in atto una strategia di trasformazione del loro modello, da portali che raccolgono e organizzano il meglio della blogosfera, a torri d’avorio dove rinchiudere la produzione giornalistica e a cui accedere solo dietro abbonamento.

Piattaforme che consentono il pagamento delle news, come quella sviluppata dalla start-up americana Journalism Online o sistemi per la condivisione delle notizie per le testate di uno stessa casa editrice, stanno suscitando una grande interesse. Ecco perchè, allora, gli aggregatori puntano a fornire un servizio che sia di valore aggiunto e, almeno per il momento, ancora in forma gratuita. Come?

Ad esempio producendo contenuti originali, in barba alle testate e alle agenzie di stampa che sembrano volere chiudere i rubinetti del fair-use. Uno degli aggregatori più noti che ha deciso di oltrepassare la barricata è Technorati: dopo aver sviluppato una rete pubblicitaria pensata apposta per i blogger, decide di richiamarli a raccolta affinché alimentino il portale con i propri articoli.

Secondo i commentatori, quella di mettersi in competizione con gli stessi che il sito pretende di tracciare, potrebbe rivelarsi una strategia piuttosto rischiosa. Ma il rischio, si sa’, è un po’ il pane quotidiano delle sturt-up internettiane.

E c’è una società che osando in un mercato come quello italiano ha fatto la sua fortuna: il gruppo Banzai produttore di Liquida “portale di informazione 2.0 interamente composto ad User Generated Content”. Ad un anno dal lancio è già nata la sua versione internazionale che “si pone anche come servizio per gli utenti italiani che abbiano voglia di aprire una vetrina sul mondo”.

Insomma, anni di intenso lavoro che però non accennano a fermarsi, infatti, Liquida ha recentemente annunaciato l’acquisto di BlogBabel, nota e controversa classifica dei blog italiani, apparsa sul Web nel 2006 e finita all’asta su e-bay nelle scorse settimane.

“BlogBabel rappresenta soprattutto uno strumento interessante e sofisticato per tracciare e seguire – quasi in tempo reale – le discussioni più importanti della blogosfera, le notizie più commentate e i video più linkati dai blogger”. Spiegano da Liquida ” Sono proprio questi strumenti – forse non ancora adeguatamente valorizzati – ciò che Liquida ha ritenuto più interessante fra i molteplici servizi offerti dal sito, tra i quali ricordiamo anche la ricerca fra i post dei blog e la catalogazione automatica di post riguardanti specifiche aree geografiche.

Nei prossimi mesi i reciproci know how verranno messi a confronto e integrati per offrire agli utenti servizi sempre più sofisticati e di qualità. Se le tecnologie dei due prodotti nel tempo confluiranno per offrire il meglio di entrambi, così non avverrà per i due portali che, pur legandosi in vari modi , rimarranno indipendenti. In particolare BlogBabel verrà rilanciato per renderlo il valorizzatore delle discussioni della Rete”.

Vedremo quale dei due fronti avrà la meglio in Rete, se quello di Rupert Murdoch, fautore dell’accesso a pagamento ai contenuti, o quello della cosiddetta economia dei link. Secondo Arianna Huffington – che dell’Huffington Post, semplice aggregatore di notizie, ne ha fatto una delle più influenti testate giornalistiche di New York – “su internet la gente paga solo per il porno. Anzi, no, solo per certe specie molto esotiche di porno. Chi cerca di costruire recinti attorno all’informazione e chiedere soldi per accedervi è destinato a fallire”.

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